Snocciolare curricula mi procura sonnolenza, reputo più divertenti le liste della spesa. Allergica a schemi e formule omologanti, presento il neonato pantablog alla mia maniera, svelando attitudini personali in tono informale:
– scrivo per diletto da tempo, incapace di domare un inchiostro che scorre libero spaziando in ambiti tanto differenti; qui nel web, all’allure della stilografica sostituisco i tasti felpati della tastiera, ergo, racconto di tutto un po’.
– Un decennio d’esperienza maturata nell’universo dell’interior design, mi ha regalato una certa disinvoltura nell’ambito dell’arredo e décor, ergo, luci puntate su ”living and home”.
– Indosso “chipao”, battendo in tempismo noti stilisti che solo da poco osano avvicinarsi alla cultura orientale, ergo, nel mirino “fashion and style”.
– Ho allenato le papille gustative attovagliata a deschi stellati, a tavoli genuini di trattorie ruspanti, non disdegnando la saggezza delle antiche osterie, ergo, indice puntato su ristoranti e locali
Viaggiare emoziona, si assaporano ed esplorano confini. Se la V è maiuscola, e non impacchettata, poesia e avventura si mescolano in un abbraccio arricchente, ergo, conosco un’isola che per i più ancora non c’è!

E non finisce qui, “Se telefonando” è un caleidoscopio, foriero di ricchi spunti, esattamente quanti la fantasia ne suggerirà. Dietro ad ogni squillo la sorpresa… Nessun nome si è rivelato più adatto di quello scelto, tributo non pianificato all’ugola d’oro e alla comune città di provenienza. Vivo a Cremona, quando non siamo altrove, con mio marito Alberto. Con lui, intenso ed unico, vedo il mondo a colori, condividendo passione e passioni.

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A…di ARCHITETTURA… “GRATTANDO IL CIELO”

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Lo stretching urbanistico pare destinato a puntare sempre più in alto, con attici vertiginosamente alle stelle.
Grattacieli consueti a New York e nelle metropoli orientali, a Dubai e in Arabia Saudita, frequenti ora anche in luoghi culturalmente agli antipodi, suscitano stupore misto a perplessità.
Prescindendo dalle preferenze personali, in determinati contesti l’ago della bilancia penderà comprensibilmente a sfavore di un’architettura verticale eccessiva, privilegiando la tutela di un patrimonio artistico sorretto da secoli su basi orizzontali, e pertanto in armonia con sagome perimetrali tradizionali. Una regola tanto sovrana quanto elementare andrebbe rispettata: le costruzioni devono integrarsi pienamente, con ambiente e territorio.

Montecarlo|scatto Bo

Montecarlo|scatto Bo

A dimostrazione di tale enunciato, azzeccato è l’esempio del Principato di Monaco; palazzi signorili, edifici moderni e non di rado straordinariamente slanciati sono sapientemente bilanciati, garantendo un risultato visibilmente apprezzabile. Accettare anche l’ultima arrivata, la lussuosa e svettante Tour Odéon, è stato però troppo, il panorama ne ha risentito.

|fotografia corriere.it

Londra|fotografia corriere.it

Londra non è rimasta a guardare, per riqualificare Peddington ha scomodato nuovamente l’archistar del Bel Paese. Renzo Piano ha progettato una lunga torre cilindrica, inferiore al primato della Scheggia, impreziosita da un verdissimo giardino sulla sommità del tetto, vicino alle nuvole.
Ad aggiudicarsi l’ambito premio International Highrise Award, è stato il cliccatissimo e commentato “Bosco Verticale” progettato da Boeri and company. Ciò che nobilita i due blocchi residenziali, edificati in una zona centrale di Milano, è l’esplosione di vegetazione, pianificata a fondo. Competenze agronome, numeri strabilianti: duemila piante, folti cespugli e fiori pronti a sbocciare. L’obiettivo di Stefano Boeri, centrato e lodevole, di voler creare soluzioni sostenibili ed armoniche atte ad esaltare biodiversità e sensibilità, ha ottenuto notevole eco. Forti del successo, sono già al lavoro per il bis in Svizzera; Losanna avrà il suo grattacielo green con innumerevoli cedri di quattro specie diverse.
A corollario di quanto descritto, al netto degli intenti patrizi pro natura e spirito ecologico, due interrogativi sorgono quasi spontanei, solleticando l’argomentare.
L’affanno al mattone sopra mattone è in conflitto perenne con la leggiadria del paesaggio, e conduce ad ovvie riflessioni: demograficamente il pianeta è al collasso, che ci sia posto per tutti è una folle panzana, per soddisfare numeri esorbitanti si sottrae spazio alla terra, al mare e non basterà neppure il cemento proiettato verso l’alto.
Non meno drammatico, l’attuale aspetto di quella che prima era una campagna ridente e feconda, ridotta oggi a steppa sconfinata. Felicissimi coralmente della flora a colorare pareti e davanzali di monumentali moderne realtà abitative, ma sordi e muti dinanzi alla sconsolante distruzione perpetrata ai danni della pianura Padana. Distese di campi desolanti, imbruttiti da agricoltori affamati di metri aggiuntivi da sfruttare, nel silenzio generale.
Pensare al verde dà speranza, ma doveroso è allargare gli orizzonti abbracciando una visione ampia e generosa, al di là del proprio orticello.

campagna cremonese|scatto Bo

campagna cremonese|scatto Bo