Snocciolare curricula mi procura sonnolenza, reputo più divertenti le liste della spesa. Allergica a schemi e formule omologanti, presento il neonato pantablog alla mia maniera, svelando attitudini personali in tono informale:
– scrivo per diletto da tempo, incapace di domare un inchiostro che scorre libero spaziando in ambiti tanto differenti; qui nel web, all’allure della stilografica sostituisco i tasti felpati della tastiera, ergo, racconto di tutto un po’.
– Un decennio d’esperienza maturata nell’universo dell’interior design, mi ha regalato una certa disinvoltura nell’ambito dell’arredo e décor, ergo, luci puntate su ”living and home”.
– Indosso “chipao”, battendo in tempismo noti stilisti che solo da poco osano avvicinarsi alla cultura orientale, ergo, nel mirino “fashion and style”.
– Ho allenato le papille gustative attovagliata a deschi stellati, a tavoli genuini di trattorie ruspanti, non disdegnando la saggezza delle antiche osterie, ergo, indice puntato su ristoranti e locali
Viaggiare emoziona, si assaporano ed esplorano confini. Se la V è maiuscola, e non impacchettata, poesia e avventura si mescolano in un abbraccio arricchente, ergo, conosco un’isola che per i più ancora non c’è!

E non finisce qui, “Se telefonando” è un caleidoscopio, foriero di ricchi spunti, esattamente quanti la fantasia ne suggerirà. Dietro ad ogni squillo la sorpresa… Nessun nome si è rivelato più adatto di quello scelto, tributo non pianificato all’ugola d’oro e alla comune città di provenienza. Vivo a Cremona, quando non siamo altrove, con mio marito Alberto. Con lui, intenso ed unico, vedo il mondo a colori, condividendo passione e passioni.

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“Il tweet del mercoledì”| Temi e maturità

Le danze le apre sempre il tema d’italiano, che è la prova in apparenza più rassicurante, perché in sei ore qualche idea giungerà in soccorso e il foglio ospiterà dell’inchiostro; in più, e questo tanto conforta, si dà per scontata la presenza di almeno un argomento ancora di salvataggio, ossia di stretta  attualità. Tipo la grande assente di quest’anno, Greta l’ambientalista. Vuoto che ha mandato in tilt mezzo plotone di maturandi, con l’immancabile vocabolario alleato e l’imprevedibile scherzo nemico appreso al momento e mal digerito. more

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| Moda e non solo | Festival di Cannes

Che si ricorderà dei lunghi festeggiamenti – ben undici giorni, tralasciando il clamore dei preparativi e l’ossimoro di voci di coda dello sbaracco – insiti nella kermesse cinematografica più glamour per eccellenza, giunta allo spegnimento di settantadue candeline?
Ciak si gira, è il Festival di Cannes. Con i riflettori sul red carpet calpestato, come da oramai assidua tradizione, non solo da chi il cinema lo fa, dietro o davanti alla telecamera, ma anche da chi lì comunque non può e non deve non esserci.
E se trovare un accordo unanime sul miglior film in gara è impresa folle, decretare la mise più azzeccata non è affar da meno: nel primo caso, però, la polemica viene presto stemperata, perché un eletto ed altri di contorno, light o sostanzioso, devono pur emergere; nell’ambito “abito giusto”, invece, lo strascico polemico, mica visivo ché quello al massimo c’inciampi e prosegui, non finisce mai, si cheta per poi ripalesarsi e, complice l’etere e il social pettegolo, all’uopo ricompare.
Dunque, se a Bellocchio che con Favino fa rivivere Buscetta, riuscendoci, si preferisce Banderas asso pigliatutto, amen; se Delon, premiato con la Palma d’onore, irrita alcune battagliere femministe che lo accusano di misoginia e pure razzismo, amen; se il duo Pitt – Di Caprio ruba la cara scena a chi, praticamente forse a tutti, la scena la brama ardentemente, amen; infine, se le parole pronunciate qui da Selena Gomez sulla schiavitù di chi privilegia il virtuale al reale, vivendo di pane, selfie e nulla, non bastassero, si rileggano, al proposito, quelle dello psichiatra Andreoli, condivisibilissime, e stavolta non amen.
Il carrozzone del Festival è infatti anche questo, un bel messaggio lanciato laddove l’eco è massima.
Ora, via alle danze dell’involucro, alias dell’outfit.
S’è visto molto e d’ogni gusto, l’amaro naturalmente sempre compreso. Vestito, scarpe, gioielli, capelli e trucco abbinati ad hoc sono cosa rara, quasi quanto la mancanza di obiettività nel valutarsi che, in men che se ne dica, sfocia in sfoggi azzardati se non ridicoli. Sembrerà strano, ma non è che chiunque creda di esserlo sia, veramente ed esattamente precisa a Isabeli Fontana, tanto per citare una amata da madre natura, e che possa, in virtù di tale faraonica presunzione, spaziare dall’abito seconda pelle allo spacco sensazionale senza apparire quanto meno goffa. Basterebbe un pizzico di consapevolezza. Lo stesso, peraltro, utile perfino alle bellezze da copertina, che hanno sì il fisico, ma talvolta non lo stile.
Una che ha le carte in regola e le porte spalancate dell’armonia è l’angelo biondo di Victoria’s Secret, Elsa Hosk, splendida nel leggiadro Etro dal tono fiabesco, che ne esalta l’aspetto e la proietta in una dimensione indovinata per l’occasione. ( Immagine d’apertura).
Questo equilibrio di volumi manca alle colleghe, parecchie, che hanno prediletto eccessi di piume, tulle, strati e pomposità – dal pistacchio by Valli dell’attrice indiana Deepika Padukone alle ali di Gaultier proposte da Araya Hargate- e manca a chi ha confuso la Croisette con il party rock, tipo Charlotte Casiraghi o Eva Erzigova.
Carine ma non particolarmente incisive le scelte del manipolo di veline o starlette, delle mogli di calciatore o cantante di turno, di chi, l’audace Praya Lundberg, replica il Versace della Harley dei tempi d’oro, con spilloni laterali dorati, sortendo effetto spento.
Prevedibili, poi, fino all’osso del collo, scoperto insieme a tutto il resto, le varie Hadid e D’Ambrosio – seguite da uno stuolo di eredi del gioco facile – giunte anche quest’anno con l’intento di farsi fare la mappatura dei nei dallo zoom degli onnipresenti fotografi. Nel novero di chi convince rientra la bellezza esotica dell’attuale moglie di Cassel, in forma smagliante nel velluto blu notte disegnato da Armani; l’ex, la Bellucci, al contario, a questo giro si ferma al palo, risultando meno raffinata sia in passerella – con zeppa, pesante e poco elegante – sia apparendo in coppia e parendo entrambi pronti per un raduno hippy-gipsy celebrato dopo vent’anni.
Caso a parte la bionda Anja Rubik che, optando per il sempre fascinoso smoking, divide i pareri a causa della studiata “dimenticanza” del reggiseno. Con buona pace dei detrattori, la viva e gridata volgarità non traspare; non portando neppure l’ombra di una quarta, le è concesso, e la biancheria a vista, si sa, spesso procura fitte stonate ben peggiori.
Finendo, così come ho introdotto, in bellezza, certo aiutata oltremisura dall’aspetto corroborato dal portamento, c’è lei, una che non conosce termini quali inosservata e banale: Liya Kebede, in un Valentino con farfalle e poesia. Dopo diversi ko, mai suoi, al tappeto (rosso), lei vola in alto.



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| Design | Salone del Mobile e Fuorisalone

Il sipario è appena calato sul compleanno meneghino più atteso e festeggiato, il 58°, con ospiti-visitatori giunti dal mondo intero – perché l’evento è di richiamo internazionale – e curiosi allestimenti ubicati in più punti furbi. more

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|Il tweet del mercoledì|”Caccia all’errore”

Spesso il tranello lo tesse il T9 che, aiutato da fretta e pressappochismo, compone parole mai neppure pensate o, non meno imbarazzante, lemmi da moderno dizionario analfabeta, ergo di grande attualità. Il più delle volte però l’errore è esclusivamente frutto dell’ignoranza grassa di chi scrive, capace di collezionare una serie di e/orrori in un unico breve pezzo: basta leggere alcuni articoli di una testata a caso, tanto nello strafalcione sono tutte democratiche quanto basta, per imbattersi nel funerale della grammatica, dell’ortografia e della sintassi. more

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| Arte | Incontri artistici nell’arte

Aprire porte, o meglio portali, di antiche dimore è indice di spiccata sensibilità: storia, cultura e bellezze artistiche meritano di essere conosciute, ammirate e tramandate.
Lo sa bene il FAI, da tempo sostenitore di una politica a tutela dell’importante patrimonio italiano, considerato un vero tesoro da visitare e condividere; che si tratti di maestoso  giardino, palazzo blasonato o fortilizio, è impensabile restino ad appannaggio di pochi, se non addirittura abbandonati. more

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| Design | Leggerezza d’interni

Uno stringato accenno al Salone del Mobile milanese è d’obbligo, parlando di design d’interni. Due conferme acclarate: boom di visitatori come da rosee previsioni e certezza annuale di quanto sia più effervescente  il gemello diverso, Fuorisalone, articolato e dislocato in mezza city, curato e in ossequio allo spirito ambientale del momento. Più frizzante, a detta corale, poiché intersecato con arte, moda, style e lifestyle. more

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| Arte | “Appuntamento al verde”

Con l’arrivo della primavera, quest’anno più che mai, sono sbocciati fiori ed iniziative colorate di etica ecologista. Non solo piazze, giardini, parchi e vetrine sono stati invasi da accenti marcatamente botanici; anche l’arte è scesa letteralmente in campo, riflettendo sull’assoluta importanza del tema, oggi fondamentale. more

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| Il tweet del mercoledì | “Attenti a quei tre”

Saltando da un canale televisivo all’altro, c’è quasi la certezza di trovarseli nella stessa sera tutt’e tre davanti, con pari indole predicatrice e medesimo slogan. Che riassunto, potrebbe essere così sintetizzato: vivo da sempre negli States, ma pontifico puntualmente nel Belpaese dalle larghe braccia accoglienti. more

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| Il tweet del mercoledì | “Risparmiateci”

Se venisse istituito il premio alla costanza indesiderata, ci sarebbe una combattuta corsa ad accaparrarsi il podio da parte di uno degli infiniti call centers; che sia nel Belpaese o dislocato altrove poco importa, la pervicacia nel tediarti è sempre il suo asso nella manica.
Una vera noia, arrecata non solo dal telemarketing. more

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| Arte | Francesco Catalano

Francesco Catalano incarna a pieno il cliché dell’artista, con quel suo aspetto un po’ bohémien e quell’aria in bilico costante tra il desiderio di raccontarsi ed il distrarsi innato.
Se a descriverlo ci pensano le sue opere, è più semplice: il vissuto e le esperienze sono fortemente espressi dai colori vividi, da tratti e pennellate che riconducono a periodi e stili precisi, da emozioni che suggellano spaccati di vita cristallizzati in proprie creazioni. more

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