Snocciolare curricula mi procura sonnolenza, reputo più divertenti le liste della spesa. Allergica a schemi e formule omologanti, presento il neonato pantablog alla mia maniera, svelando attitudini personali in tono informale:
– scrivo per diletto da tempo, incapace di domare un inchiostro che scorre libero spaziando in ambiti tanto differenti; qui nel web, all’allure della stilografica sostituisco i tasti felpati della tastiera, ergo, racconto di tutto un po’.
– Un decennio d’esperienza maturata nell’universo dell’interior design, mi ha regalato una certa disinvoltura nell’ambito dell’arredo e décor, ergo, luci puntate su ”living and home”.
– Indosso “chipao”, battendo in tempismo noti stilisti che solo da poco osano avvicinarsi alla cultura orientale, ergo, nel mirino “fashion and style”.
– Ho allenato le papille gustative attovagliata a deschi stellati, a tavoli genuini di trattorie ruspanti, non disdegnando la saggezza delle antiche osterie, ergo, indice puntato su ristoranti e locali
Viaggiare emoziona, si assaporano ed esplorano confini. Se la V è maiuscola, e non impacchettata, poesia e avventura si mescolano in un abbraccio arricchente, ergo, conosco un’isola che per i più ancora non c’è!

E non finisce qui, “Se telefonando” è un caleidoscopio, foriero di ricchi spunti, esattamente quanti la fantasia ne suggerirà. Dietro ad ogni squillo la sorpresa… Nessun nome si è rivelato più adatto di quello scelto, tributo non pianificato all’ugola d’oro e alla comune città di provenienza. Vivo a Cremona, quando non siamo altrove, con mio marito Alberto. Con lui, intenso ed unico, vedo il mondo a colori, condividendo passione e passioni.

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| Design | Leggerezza d’interni

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Uno stringato accenno al Salone del Mobile milanese è d’obbligo, parlando di design d’interni. Due conferme acclarate: boom di visitatori come da rosee previsioni e certezza annuale di quanto sia più effervescente  il gemello diverso, Fuorisalone, articolato e dislocato in mezza city, curato e in ossequio allo spirito ambientale del momento. Più frizzante, a detta corale, poiché intersecato con arte, moda, style e lifestyle.
Quest’ultima edizione, infatti, ha esaltato il verde, creando una dimensione spontanea, vicina alla natura: con boschi allestiti ad hoc, scenografiche foreste abbraccianti triclinii, vegetazione abbarbicata a steli di lampade proiettate al cielo e oggettistica domestica posata tra fiori e rampicanti.
Brera ha dato il meglio di sé, imitata a breve e media distanza da altre zone vive, offrendo così un carnet d’indirizzi di tutto rispetto.
Spostando l’attenzione ai padiglioni e al susseguirsi di stands, a balzare all’occhio è la tecnologia; avanzati sistemi domotici caratterizzano moderne cucine, bagni e living, ideazioni accattivanti di soluzioni eco-smart attraggono potenziali clienti, curiosi ma sovente da indottrinare integralmente. Riassumendo, i battenti hanno mostrato: consuete conferme pervenute dalle aziende che già hanno cementato esperienze e raccolto successi, sporadiche piacevoli sorprese da nomi emergenti e parecchio, proprio così, non vorrei ti scordassi di me ma ciò è altamente possibile, da neofiti o patiti  dell’ordinario. Riflettore puntato su Scarabeo, asso pigliatutto, pezzo da segnalare: originale tappeto annodato a mano con un’infinità di colori, proposto da Sitap e dall’aspetto quasi in 3D. Credo abbia fagocitato un numero impronunciabile di flash e like, abbia sentito echi di voci interminabili e, soprattutto, avvertito passi incalcolabili: successo meritato.
Altro da evidenziare? Sì, riguardante il design a prescindere dalla kermesse del mobile. Suggerito con la massima libertà, visto che parlo di chi voglio e quando e come voglio, non subendo – a differenza di prezzolati bloggers- alcuna influenza esterna.
Dunque, rimanendo ancorati al terreno e all’allure green, un nome di peso è Erba Italia; brand che seguo da diverso tempo, apprezzandone linee, qualità, varietà di tessuti e collezioni mai inosservate. Nel divano, pezzo clou indiscusso, raggiunge ciò che molte case concorrenti vantano solo nella scheda descrittiva posta accanto al sofà: perfetto equilibrio tra gusto estetico e comfort. Senza dimenticare la cura spasmodica del dettaglio, studiatissima, che armonizza e regala spiccata personalità.

Erba | Little Wing

Volando, ci si accosta invece all’universo di Lago, assoporandone una sorprendente sospensione nell’aria. Quella sensazione positiva, descritta sapientemente da Calvino: “Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore”. Levità, questa è la chiave di lettura degli arredi firmati Lago, i primi a proporre ovunque il sospeso, i pionieri del fluttuare. Oggi c’è chi li emula, ma con risultato sottotono, che fa pensare all’originale: il mix di brio, cromia e fantasia è l’abito che hanno saputo cucirsi su misura, con aggiunta di cifre, pertanto ultrariconoscibile.
Letti, tavoli, cucine, librerie innovativi, pronti a sfidare le leggi della fisica e a vincere le remore inspiegabili di chi indietreggia d’impulso dinanzi alla novità. Conoscendo il settore  non da ieri, vi assicuro che non sono mancati e non mancano i convinti assertori del dubbio: sicuri che si rompa o ceda qualche pezzo, tipo la base non poggiante sul classico zoccolo o la parete priva di gambe sul parquet.

Lago

Misteri insondabili, paure infondate.
Viene da pensare non abbiano mai visto classici pensili da cucina, tanto per citare, o vivano in stanze dalle pareti esclusivamente in cartongesso… La preoccupazione folle è l’essere sospesi nel vuoto a 30 cm dal pavimento, non l’edificare laddove il pericolo frana è scritto gigante come l’Hollywood a Los Angeles. Il principio è lo stesso che regola ascensori e funivie, ciò che cambia è il rischio, pari a zero, e la portata, sostanzialmente difforme. La progettazione prevede accorgimenti collaudati per sostenere sollecitazioni intense e frequenti: dalla gamba centrale nel Fluttua-bed alle lastre di cristallo forti e trasparenti di tavoli e comò, dal razionale all’onirico, danzando nel fantasioso. La gamma è ampia, basata su una filosofia originale ed in continua evoluzione. Mostra allegri moduli e spunti per vivere la casa, assecondando proprie necessità e preferenze, meno quelle dell’architetto di turno, che conia soluzioni giorno e notte spesso con lo stampo o puramente narcisistiche. In fondo, un’abitazione dice molto di chi la vive. Talvolta, purtroppo, poco o nulla.