Snocciolare curricula mi procura sonnolenza, reputo più divertenti le liste della spesa. Allergica a schemi e formule omologanti, presento il neonato pantablog alla mia maniera, svelando attitudini personali in tono informale:
– scrivo per diletto da tempo, incapace di domare un inchiostro che scorre libero spaziando in ambiti tanto differenti; qui nel web, all’allure della stilografica sostituisco i tasti felpati della tastiera, ergo, racconto di tutto un po’.
– Un decennio d’esperienza maturata nell’universo dell’interior design, mi ha regalato una certa disinvoltura nell’ambito dell’arredo e décor, ergo, luci puntate su ”living and home”.
– Indosso “chipao”, battendo in tempismo noti stilisti che solo da poco osano avvicinarsi alla cultura orientale, ergo, nel mirino “fashion and style”.
– Ho allenato le papille gustative attovagliata a deschi stellati, a tavoli genuini di trattorie ruspanti, non disdegnando la saggezza delle antiche osterie, ergo, indice puntato su ristoranti e locali
Viaggiare emoziona, si assaporano ed esplorano confini. Se la V è maiuscola, e non impacchettata, poesia e avventura si mescolano in un abbraccio arricchente, ergo, conosco un’isola che per i più ancora non c’è!

E non finisce qui, “Se telefonando” è un caleidoscopio, foriero di ricchi spunti, esattamente quanti la fantasia ne suggerirà. Dietro ad ogni squillo la sorpresa… Nessun nome si è rivelato più adatto di quello scelto, tributo non pianificato all’ugola d’oro e alla comune città di provenienza. Vivo a Cremona, quando non siamo altrove, con mio marito Alberto. Con lui, intenso ed unico, vedo il mondo a colori, condividendo passione e passioni.

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L…di LUOGO…”LE DUNE DI FORTE DEI MARMI”

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Le dune di Forte dei Marmi sono oggi uno degli ultimi rari baluardi della Versilia che fu, costituiscono l’eccezione scampata al diluvio dell’omologazione. Faustamente considerata area naturale protetta, tutelata e difesa particolarmente fuori stagione.DUNE

Così non fosse, è presumibile avrebbe subito la triste sorte toccata a distese di verde una volta frondose e feconde, ridotte adesso a steppe sconfinate con freddi pali dell’elettricità conficcati e neppur un albero a far compagnia ed ombra.
Solo occhi gravementi miopi o cuori di pietra, non notano i danni causati dall’insaziabile ingordigia umana, che ha cancellato campagne intere e paesaggi da ammirare.
Non qui, ove è ancora possibile scorgere uno spaccato di tipicità, una flora spontanea a tratti selvaggia priva d’artefatto: corre a perdifiato la distesa di sabbia fine, abbracciata e scortata dalle Apuane, lambita da acque che hanno assistito a fasti mondani , dapprima riservati e poi urlati a squarciagola. Sullo sfondo, piante arbustive libere di crescere, ginepri, lecci e generosi fiori gialli intensi. Questo lungo fazzoletto virgineo ricorda, a chi ha avuto modo di viverla, la vera Versilia: quella della vegetazione lussureggiante, dei dedali di viuzze che conducevano a dimore un tempo protette da folte siepi e non da meste ringhiere, delle botteghe del posto con i prodotti che scovavi solo lì, delle biciclette con i cestoni di vimini, dei bagni rinomati e saggiamente integrati.
La nicchia nostalgica ha forzatamente assistito ad una brusca inversione di marcia: turismo chiassoso di suv dai vetri oscurati, proliferare di boutique griffate che hanno fagocitato le peculiarità del luogo, stabilimenti balneari dai confini tanto noiosamente estesi con chilometri di lettini, seppur con tende e baldacchini, da parere pressoché in concorrenza con l’illimitato e non titolato litorale romagnolo.DUNE E FIORI
Le dune, però, resistono fieramente, alzando e sventolando la bandiera dell’autenticità; nei mesi tranquilli si ritemprano solitarie, coi primi caldi si aprono accoglienti, svelando un territorio che mai sarà dimenticato o mutato integralmente. Sono una certezza, insieme al notissimo mercato purtroppo meno chic e alle intramontabili schiacciatine di Valé.

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