Snocciolare curricula mi procura sonnolenza, reputo più divertenti le liste della spesa. Allergica a schemi e formule omologanti, presento il neonato pantablog alla mia maniera, svelando attitudini personali in tono informale:
– scrivo per diletto da tempo, incapace di domare un inchiostro che scorre libero spaziando in ambiti tanto differenti; qui nel web, all’allure della stilografica sostituisco i tasti felpati della tastiera, ergo, racconto di tutto un po’.
– Un decennio d’esperienza maturata nell’universo dell’interior design, mi ha regalato una certa disinvoltura nell’ambito dell’arredo e décor, ergo, luci puntate su ”living and home”.
– Indosso “chipao”, battendo in tempismo noti stilisti che solo da poco osano avvicinarsi alla cultura orientale, ergo, nel mirino “fashion and style”.
– Ho allenato le papille gustative attovagliata a deschi stellati, a tavoli genuini di trattorie ruspanti, non disdegnando la saggezza delle antiche osterie, ergo, indice puntato su ristoranti e locali
Viaggiare emoziona, si assaporano ed esplorano confini. Se la V è maiuscola, e non impacchettata, poesia e avventura si mescolano in un abbraccio arricchente, ergo, conosco un’isola che per i più ancora non c’è!

E non finisce qui, “Se telefonando” è un caleidoscopio, foriero di ricchi spunti, esattamente quanti la fantasia ne suggerirà. Dietro ad ogni squillo la sorpresa… Nessun nome si è rivelato più adatto di quello scelto, tributo non pianificato all’ugola d’oro e alla comune città di provenienza. Vivo a Cremona, quando non siamo altrove, con mio marito Alberto. Con lui, intenso ed unico, vedo il mondo a colori, condividendo passione e passioni.

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| Stile | Bentornata spilla

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I gioiellieri, specialmente quelli di una certa caratura, dovrebbero stendere un fiammante red carpet a Barbara Palombelli: è merito suo e del suo costante puntarsela su abiti e giacche, infatti, se la spilla è stata definitivamente sdoganata, tornando a brillare quasi come ai tempi d’oro.
Finalmente, dopo anni da emarginata, sempre dietro ad altri gioielli più semplici da gestire, s’è riappropriata di luce e dello sfoggio eclettico che sa offire, regalando una tangibile nota di carattere a chi, lo si tenga presente, la sa portare.
Perché non è per tutte, specie se esclusiva, un po’ quanto i cappelli importanti; richiede quel selettivo mix di naturalezza e allure, senza il quale non scatta un felice connubio, anzi traspare un certo disagio e, come se non bastasse, agli occhi allenati al bello, pare di scorgere perle gettate in pasto ai …, insomma a chi non le merita!
Diverte, poi, come se la raccontano le detrattrici seriali, giustificandosi con motivazioni stereotipate, le stesse adottate anche per foulard e costume intero: “non amo indossarle, le ritengo démodé, sono adatte a nonne, a mia mamma e zie attempate”, e quindi non si comprende, talvolta, il motivo del loro esimersi dall’ostentarle, obiettivamente.
Naturalmente questa convinzione crolla quando l’influencer di turno, colei che seguono su Instagram alla stregua di una guru onnisciente, seppur mai realmente conosciuta, non la sbandiera nell’outfit a sorpresa, allora diviene il must-have del momento.
In realtà, le brooches piacciono da una vita a chi le capisce e, non a caso, le considera molto di più di un semplice orpello; nobilitandole da vezzo decorativo a distintivo, apprezzandone il fascino che trascende il tempo.
Ora, riavvolgiamo il nastro del bon ton, infilandovi qualche perla vera di saggezza atta ad esaltarne peculiarità.
Trasmettono, anzitutto, il senso di tradizione, ossia di un qualcosa che non ha prezzo e che è mancato e manca in parecchi contesti: si pensi all’incedere di Kate Middleton con la spilla donatale dalla regina Elisabetta; si osservino i pezzi esclusivi della fondazione Buccellati a Firenze o della maison Boucheron, tanto per nominare; si ammirino gli esemplari battuti in asta dalle case storiche che tanto lusingano i collezionisti alla ricerca dell’antico bagnato nella rarità, se non nell’unicità, e che ben rammenteranno lo straordinario Devant -de -Corsage, spilla imperiale appartenuta a Maria Cristina d’Austria, tra i Magnificent Jewels proposti a Ginevra da Christie’s.
E poi, voli pindarici a parte e diamanti dal taglio a cuscino riposti, ci sono le ultime passerelle di moda, con Chanel ad aprire le danze, sulle quali sfilano abiti, colli, cinture e scolli impreziositi dalla bentornata spilla, proposta in fantasiose versioni.
Seguono vetrine, riviste e ultimo, ma soltanto di citazione, l’estro di quei pochi creatori da seguire con curiosità; veri giocolieri, in bilico tra innovazione e memoria, capaci di disegnare cromatismi audaci e dettagli insoliti.
Termina così l’ode alla spilla, lieta del rinato e crescente splendore, ma certa che si tratterà sempre di un accessorio di nicchia. Del resto, stile, classe e gusto sono elitari per definizione.