Snocciolare curricula mi procura sonnolenza, reputo più divertenti le liste della spesa. Allergica a schemi e formule omologanti, presento il neonato pantablog alla mia maniera, svelando attitudini personali in tono informale:
– scrivo per diletto da tempo, incapace di domare un inchiostro che scorre libero spaziando in ambiti tanto differenti; qui nel web, all’allure della stilografica sostituisco i tasti felpati della tastiera, ergo, racconto di tutto un po’.
– Un decennio d’esperienza maturata nell’universo dell’interior design, mi ha regalato una certa disinvoltura nell’ambito dell’arredo e décor, ergo, luci puntate su ”living and home”.
– Indosso “chipao”, battendo in tempismo noti stilisti che solo da poco osano avvicinarsi alla cultura orientale, ergo, nel mirino “fashion and style”.
– Ho allenato le papille gustative attovagliata a deschi stellati, a tavoli genuini di trattorie ruspanti, non disdegnando la saggezza delle antiche osterie, ergo, indice puntato su ristoranti e locali
Viaggiare emoziona, si assaporano ed esplorano confini. Se la V è maiuscola, e non impacchettata, poesia e avventura si mescolano in un abbraccio arricchente, ergo, conosco un’isola che per i più ancora non c’è!

E non finisce qui, “Se telefonando” è un caleidoscopio, foriero di ricchi spunti, esattamente quanti la fantasia ne suggerirà. Dietro ad ogni squillo la sorpresa… Nessun nome si è rivelato più adatto di quello scelto, tributo non pianificato all’ugola d’oro e alla comune città di provenienza. Vivo a Cremona, quando non siamo altrove, con mio marito Alberto. Con lui, intenso ed unico, vedo il mondo a colori, condividendo passione e passioni.

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|Il tweet del mercoledì|

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L’autoscatto ossessivo impazza, non c’è posa che sfugga al prontissimo braccio teso. Questo andazzo, trasversale e compulsivo, è assimilabile al gioco: piacevole se contenuto, preoccupante se senza misura. I social networks ne sono saturi ma è proprio da qui che partono segnali netti di distanza, con movimenti e pagine anti-selfies. In Russia è uscita la prima guida al flash autoreferenziale sicuro, nella speranza di limitare i continui incidenti causati da distrazioni e ricerca spasmodica di effetti spettacolari. Più drastico il governo filippino, detrattore assoluto, deciso nel proibire categoricamente quello che oramai reputa un vero assedio sgradito. Papa Francesco smorza i toni, lasciandosi contagiare dalla mania del momento, confermando così la sua vocazione altamente popolare, condivisa quasi universalmente. Riprendere istanti e colori diverte tutti, siamo un popolo di ex navigatori, ex poeti e novelli fotografi, non dimentichiamolo. L’esagerazione sta nell’immortalarsi senza tregua in un mitra di sequenze giornaliere; giocando di trucco e filtri, creando ad arte immagini per soddisfare vanità spicciole, lontane anni siderali dalla naturalezza, poco credibili, impregnate d’insipido e condivise lestamente. Nessuna ironia o a volontà, a seconda di come si osservi la tendenza. Un indiscusso contenitore democratico di questa dipendenza è Instagram: qui la stagionata di provincia si sente Cindy Crawford, libera di caricare piedi tristemente tozzi in sandali discutibili e contenta di veder like sinceri ad un viso e un fisico a digiuno perpetuo di complimenti reali. Non dimenticherà, sulla falsariga della Ferragni, di mostrare il suo outfit quotidiano, anche se non se ne comprende davvero minimamente l’esigenza. Immaturità pura fusa a costante ricerca di conferme, detta anche adolescenza perenne, criticabile modello di riferimento per la malcapitata prole. Un vincitore ci sguazza, il mercato, alimentando trovate sull’onda dello scatto patologico; dopo la prolunga prediletta dai cinesi, è sbarcato il maxi cappello studiato appositamente per il folto manipoli di sicuri fruitori.M.